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L’area archeologica

La porzione di città antica che si visita oggi, corrisponde al suo cuore dove si trovavano tutti i monumenti più importanti: i due santuari con i famosissimi templi, l’agorà greca e il foro romano con i templi e le tabernae e la basilica e il macellum, l’ekklesiasterion greco e il comitium romano (entrambi luoghi di riunioni politiche).

E poi la tomba dell’eroe fondatore della città, e altri templi, altari, le strade principali, terme e fontane. E ancora abitazioni romane di lusso (e ora si stanno portando alla luce anche quelle greche), e l’anfiteatro tagliato di netto a metà.

Vi chiedete perché? Perché nel 1829 si volle costruire la strada Tirrena Inferiore (in seguito Statale 18, l’antenata della Salerno-Reggio Calabria) proprio accanto ai templi, affinché chiunque vi transitasse in carrozza li potesse ammirare da vicino.

Allora l’anfiteatro non era ancora venuto alla luce, e una volta scavato si trovò mutilato. Ma non è il solo a soffrire della scelta di tutelare una porzione molto limitata della grande città di Paestum: buona parte del terreno entro i 5 chilometri delle sue magnifiche mura (ben 120 ettari) è a tutt’oggi in mano private, e col tempo sono sorte diverse case moderne all’interno delle mura della città antica.

Persino il Museo archeologico sorge sopra edifici romani, e chi visita i suoi depositi può vedere al loro interno un possente muro romano ancora al suo posto. Oggi, grazie a una legge speciale del 1957, non si può costruire più, e non è escluso che un giorno si possa scavare e conoscere quel che Paestum ancora cela. Ma già la visita del suo centro – cioè dei 25 ettari di proprietà statale – rivela quanto sia stata una città bella, splendente e potente durante tutta l’antichità.