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ari lettori,[br]
ho sempre pensato che un museo sia più di un luogo dove si espongono oggetti antichi.[br]
Certo, la conservazione, la ricerca e la trasmissione del patrimonio archeologico restano il nostro compito centrale. Ma il museo può e deve essere di più. Specie in una zona rurale come quella di Paestum, vogliamo essere anche un centro culturale e sociale per il territorio e per chi ci segue da tutto il mondo. E vogliamo condividere questo spirito con voi anche quando non siete a Paestum attraverso il sito web (www.museopaestum.cultura.gov.it), facebook (Parco Archeologico Paestum, ma attenti perché ci sono molte pagine pseudo-ufficiali!), twitter, instagram … e adesso anche attraverso la rivista digitale del Parco Archeologico di Paestum.[br]
Una volta al mese, vi racconteremo le novità più significative, ma innanzitutto vi presenteremo il sito e le persone che ci lavorano: ogni mese vi faremo conoscere una persona dello staff e il lavoro che svolge, e vi illustreremo un oggetto custodito nel museo di Paestum. Chi ci seguirà potrà dunque avere una visione un po’ diversa di quella che avrebbe una visita “normale” del sito… spero ne approfitterete![br]
Visto che siamo al numero zero di questa rivista, mi permetto di cominciare con una confessione: anche io spero di avere una visione diversa attraverso questo dialogo con voi. Anzi sono sicuro di scoprire nuovi punti di vista, dopo quasi due anni di lavoro a Paestum e di incontri con voi visitatori “laici”. Spesso noi archeologi soffriamo di una specie di deformazione professionale. È vero, arriviamo all’università con tanto entusiasmo ma nel mulino accademico non è sempre facile conservarlo. Molto dipende dai professori. Ne ho avuti di bravi e anche di meno bravi. Il rischio è che alla fine, dopo lo studio di tipologie e metodi di catalogazione, sistemi di citazione e tecniche di rilievo, di cronologie e stili, ne esci con una “mente catalogata”. Vedi un oggetto, una statua, un monumento, e nella testa si avvia subito la macchina: denominazione, funzione, datazione, stile, significato… È probabilmente inevitabile. Ma quanto è rifrescante e divertente riscoprire poi gli stessi oggetti attraverso gli occhi di un bambino o di una persona che non ne sa assolutamente nulla! Sono convinto che da questi confronti si può imparare moltissimo, innanzitutto accade la cosa più importante: ascoltare nuove domande.[br]
Detto questo, ammetto che considero il lavoro che stiamo affrontando al momento qui a Paestum uno dei più difficili: mi riferisco alla realizzazione di una nuova audioguida dell’area archeologica. Vogliamo realizzare una guida che parla varie lingue, non solo nel senso stretto. Ci saranno percorsi per bambini, per chi vuole approfondire, per non vedenti, per persone con disabilità mentali … solo l’archeologese sarà bandito (almeno questa è la nostra intenzione, valuterete voi la riuscita). Fare questo lavoro è una delle sfide più grandi nella mia vita professionale, ma anche una delle più belle. E ci potete aiutare: diteci cosa vi aspettate da un’audioguida dell’area archeologica scrivendo a[br]
pae.didattica@beniculturali.it[br]
A presto![br][br]
firma_direttore[br]
Direttore del Parco Archeologico di Paestum